Il mondo finanziario a portata di click
Risarcimento del Danno
L'inadempimento e il risarcimento del danno, inadempimento assoluto, ritardo o mora nel pagamento, inadempimento dell'obbligazione.
Può accadere, tuttavia, che il debitore non adempia spontaneamente la prestazione (inadempimento assoluto), ovvero l'adempia dopo il termine stabilito (ritardo o mora nel pagamento); si parla, in tal caso, di inadempimento dell'obbligazione.
Occorre distinguere, tuttavia, se l'inadempimento è incolpevole o colpevole.
È incolpevole quando è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa non imputabile al debitore, cioè non dipendente dalla sua volontà.
Ciò può avvenire per caso fortuito (un terremoto distrugge la casa che dovevo consegnare a Tizio), per forza maggiore (la pubblica Autorità requisisce la merce che dovevo consegnare a Caio), per fatto di terzi estranei (un ladro ruba il quadro che dovevo consegnare a Sempronio) od anche per fatto del creditore quando quest'ultimo non fa quanto necessario affinché il debitore possa adempiere l'obbligazione.
In tutte queste ipotesi il debitore, ovviamente, non incontra nessuna responsabilità.
L'inadempimento, invece, è colpevole quando è stato determinato da causa imputabile al debitore, cioè dipendente dalla sua volontà.
Ciò può avvenire per dolo o per colpa.
L'inadempimento è doloso quando è intenzionale, cioè quando il debitore ha coscienza e volontà di violare l'obbligazione.
L'inadempimento è colpo so, invece, quando è dovuto a negligenza, imprudenza o imperizia, non intenzionale del debitore.
Così, ad esempio, se Tizio dopo essersi regolarmente impegnato a dare in locazione a Caio un certo appartamento, cede l'appartamento stesso a Sempronio che gli ha offerto un prezzo maggiore, l'inadempimento è doloso; in tal caso, infatti, Tizio (debitore) ha coscienza e volontà di violare l'obbligo assunto con Caio.
Se, invece, giunti al termine stabilito, Tizio non può consegnare l'appartamento a Caio perché ha trascurato di iniziare in tempo i necessari lavori di restauro che debbono ancora essere terminati, l'inadempimento è colposo; in questo case, infatti, Tizio non aveva nessuna intenzione di violare l'obbligo assunto, tuttavia ciò si è verificato in conseguenza di una sua negligenza.
In linea generale, quando l'inadempimento è colpevole il debitore è obbligato al risarcimento del danno cagionato al creditore, sia nel caso di dolo come in quello di colpa, anche se per certi effetti le due ipotesi vanno tenute distinte.
Il risarcimento del danno è un equivalente monetario del pregiudizio economico che il creditore ha subito in conseguenza dell'inadempimento.
Si noti che la legge, a garanzia dei diritti dei creditori, stabilisce che «il debitore risponde dell'adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri ».
In caso d'inadempimento, pertanto, il creditore potrà agire su tali beni, farli espropriare, vendere all'asta e, con il ricavato, soddisfarsi del suo credito. .
È questa una garanzia generale che la legge offre a tutti indistintamente i credi tori ed in eguale misura; può accadere, tuttavia, che alcuni credi tori, onde premunirsi contro un'eventuale insufficienza del patrimonio del debitore, ottengano dalla legge o dal debitore stesso delle garanzie speciali, grazie alle quali vengono a trovarsi in una posizione di vantaggio rispetto agli altri creditori.
Fra queste garanzie speciali ricordiamo il pegno e l'ipoteca e la fideiussione, che è un impegno con il quale una terza persona garantisce al credito re il pagamento da parte del debitore.