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Rendita perpetua e vitalizia
il Contratto
La rendita perpetua è il contratto con il quale una parte (detta debitore) conferisce all' altra (detta beneficiario) il diritto di esigere in perpetuo la prestazione periodica di una somma di denaro o di una certa quantità di altre cose fungibili, quale corrispettivo dell'alienazione di un immobile o della cessione di un capitale.
Ad esempio: Tizio cede a Caio un podere (ovvero un capitale monetario) e questi s'impegna a corrispondere in perpetuo a lui, e dopo la sua morte agli eredi o ad un terzo benenciario, la somma di 200 € annue.
La rendita perpetua può essere riscattata dal debitore pagando al benenciario la somma che risulta dalla capitalizzazione della rendita annua sulla base dell'interesse legale (nell'esempio di sopra, pertanto, occorrerebbe pagare quattromila euro).
La rendita vitalizia, invece, è il contratto con il quale una parte (detta debitore) si obbliga a corrispondere periodicamente all' altra (detta beneficiario) una somma di denaro o una quantità di altre cose fungibili, per tutta la durata della vita di questa o di un' altra persona.
Differisce, dunque, dalla rendita perpetua in quanto la sua durata è commisurata alla vita del beneficiario o di altra persona determinata. Si tenga presente, inoltre, che il debitore, salvo patto contrario, non può liberarsi dal pagamento della rendita offrendo il rimborso del capitale; egli è tenuto a pagarla, per tutto il tempo per il quale è stata costituita, per quanto gravosa sia divenuta la sua prestazione.
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